Materiali-sospeso

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L’argomento dei materiali, ovvero della tipologia dei  tessuti utilizzati
per le T-shirt e i capi di abbigliamento in genere, è talmente vasto che
per approfondirlo occorrerebbe un intero sito. In questa pagina vengono
date delle informazioni a livello basilare sul cotone, che è il materiale
naturale di base col quale sono fatte le T-shirt.

Il cotone è un materiale resistente, sopporta lavaggi ripetuti anche ad
alte temperature,  ha una mano fresca e piacevole, e risulta ben tollerato
a contatto con la pelle. Non si carica elettrostaticamente e non infeltrisce.
La pianta del cotone è annuale, cresce nei paesi caldi e raggiunge una
altezza che di solito non supera il metro e mezzo. Di solito il terreno viene
preparato a febbraio-marzo, e si semina ad aprile-maggio per passare
infine alla raccolta che va da agosto a dicembre.
I fiori della pianta sono grandi e di colore bianco, giallo e porpora.
Appassiscono in pochi giorni lasciando posto ad un piccolo frutto che
matura lentamente. La fibra del cotone si ottiene dai filamenti che
ricoprono i semi contenuti nel frutto maturo. Più i filamenti sono lunghi
e sottili e più il cotone è pregiato. La lunghezza delle fibre va da 10-60 mm.
Una volta raccolto viene sottoposto alla sgranatura, ovvero alla separazione
dei semi dal cotone greggio. Il materiale ottenuto viene sottoposto a diverse
fasi di lavorazione sino a raggiungere la consistenza del filato finale.
Le fibre di cotone vengono sottoposte ad un ciclo di lavorazione che va dalla
apritura, battitura, cardatura, pettinatura, stiratura, ritorcitura ecc.

La fibra del cotone viene classificata secondo standard di riferimento
internazionali che considerano la lunghezza, finezza, tenacità ecc.
La lunghezza della fibra varia da 10-60mm ed è una delle proprietà più
importanti, poichè da essa dipende la grossezza (il titolo) del filato finale:
Maggiore è la lunghezza delle fibre e tanto più pregiato sarà il filato ottenibile.
I cotoni possono essere classificati in :

3/4 a fibra corta: Da 10 a 18 mm;
3/4 a fibra media: Da 18 a 28 mm;
3/4 a fibra lunga: Maggiori di 28mm;

Anche la finezza è una caratteristica importante perché da essa dipende
il numero di fibre contenute nella sezione e quindi la resistenza del filato.
La finezza varia fra i 15 e 35 micron con tre principali categorie di cotoni:

3/4 Fini: Fino a 20 micron
3/4 Medi: Da 20 a 25 mircon
3/4 Grossi: Oltre i 25 mircon

La tenacità del filato dipende in massima parte dalla finezza, è massima
per i contoni grossi e minima per quelli fini. Ad umido cresce moltissimo.
L’elasticità di una fibra di cotone dipende sopratutto dalla maturazione,
dalla fertilità del terreno e dall’umidità che la fibra contiene.
L ‘allungamento della fibra a rottura è piuttosto basso ( 3-7%).

Il cotone non è attaccabile da tarme, ma può contenere funghi e batteri.
Se si asciuga alla luce del sole la fibra tende ad ingiallire.
Per i capi bianchi un lavaggio a temperatura di 40-60 °c va bene.
E’ consigliabile lavare una T-Shirt stampata a rovescio a circa 40°c.

Fra i vari processi che il cotone può subire si ricorda la mercerizzazione:
Trattamento a freddo con una soluzione di soda caustica al 15-20%.
In questo modo il cotone acquista lucentezza e resistenza.
Altro trattamento da ricordare è la sanforizzazione: Trattamento con
acqua e vapore in apposite macchine. In questo modo  quando il capo
verrà lavato subirà un accorciamento molto piccolo o anche nullo.

Il cotone può subire tre fondamentali tipi di lavorazione:
- Pettinatura:
Prevede l’impiego di materiale di buona qualità. I filati finali sono
lisci e regolari. Possono essere successivamente anche Gasati.
- Cardatura:
Processo meno accurato della pettinatura.
I filati finali risultano meno regolari e più voluminosi.
-Rigenerazione:
Questo processo non prevede materiale vergine. Filati di bassa qualità.
Questi tre cicli di filatura possono essere applicati sia con il classico
filatoio ad anelli che con il più moderno filatoio rotore.
Esistono una svariata serie di calcoli e termini tecnici per quanto
riguarda l’universo dei filati, dal titolo al peso metrico ecc.
In questo settore entra più fisica e matematica di quanto un profano
possa lontanamente immaginare e certo esula dallo scopo di questa pagina.

La qualità del cotone : 

Oltre alla qualità della materia prima, ciò che influenza maggiormente
la qualità finale del filato è la fase di battitura:
Più il cotone sarà battuto e pesante e maggiore sarà la sua qualità e costo.
Esistono una svariata quantità di tipologie di tessuti, di varia qualità.
Si può citare il famoso filodiscozia come filato di prima qualità.
Per quanto riguarda le T-shirt un filato comunemente usato è il Jersey:
Si tratta di un cotone leggermente elasticizzato gradevole e leggero.
Non è tuttavia possibile stabilire la qualità di un filato di cotone semplicemente
dalle etichette tipo “100% cotone” oppure il peso del materiale al metro quadrato.
Certamente il fatto che un materiale sia al 100% di cotone è una garanzia, ma
che qualità di cotone ? Esistono in commercio una moltitudine di T-shirt
e capi di abbigliamento in cotone qualitativamente molto scadenti.
In linea di massima si definisce la grammatura di un filato  come il rapporto
fra il peso (in grammi) del materiale del filato per metro quadrato (g/m2).
Si possono distinguere le grammature in tre grosse categorie:
Una grammatura di 130-150 g/m2 indica una T-Shirt leggera estiva.
Una grammatura di 150-170 g/m2 indica una T-Shirt media.
Una grammatura di  170-220g/m2 indica una T-Shirt “pesante”.
Tuttavia non sempre la grammatura corrisponde alla qualità del capo.
Il fattore che maggiormente incide sulla qualità del capo è la qualità del cotone
di cui è composto: Il cotone migliore è quello pettinato o semipettinato.

Purtroppo il prezzo di una T-Shirt può influire molto sulla scelta dell’acquirente.
Questo argomento richiederebbe un approfondimento sul quale per il momento
si sorvola. Tendenzialmente ci si rende conto di essere in possesso di una buona
T-Shirt quando questa tende ad avere una bella “mano” e a conservarla anche
dopo diversi lavaggi. Un capo che si sgualcisce velocemente è di bassa qualità.

Un discorso a parte dovrebbe essere fatto per il colore dei capi in genere:
Il colore naturale del cotone è bianco, per cui quasi tutte le T-Shirt sono tinte.
Con i lavaggi inevitabilmente un capo tende a scolorirsi lievemente, ma uno
scolorimento lieve nel tempo e non rapido è sicuramente indice di qualità.

Un ulteriore discorso a parte va poi fatto sulla stampa del motivo impresso sul capo.
Una stampa che tende a scolorirsi e degradarsi rapidamente è di bassa qualità e
sicuramente indica un capo di bassa qualità: Nessuno applica una stampa scadente
ad un capo di buona qualità. Al contrario una stampa di buona qualità può anche
essere applicata ad un capo di qualità scadente. Non accade di frequente, ma capita.
Il cotone pettinato o semipettinato è quello dove le stampe riescono meglio.
Come si può vedere l’argomento è molto complesso perché entrano in gioco molte
variabili che non è facile soppesare singolarmente.
In linea di massima l’acquisto di una T-Shirt dal prezzo “stracciato” è quasi sempre
un acquisto basato sulla filosofia “usa e getta” : Si sa che verrà “buttata” rapidamente.
Questa è una filosofia che in qualche modo può anche essere condivisibile.
Tuttavia una T-Shirt di per sé non comporta un esborso troppo “impegnativo”.
Per questo conviene spendere qualche euro in più e avere un prodotto più gradevole.
Indicativamente prevedere una spesa di 15-25 euro per una T-Shirt di una certa
qualità non dovrebbe essere un investimento tale da far impensierire l’acquirente.
Se così non fosse, allora conviene comprare una T-Shirt dal costo di qualche euro.
A ognuno la sua scelta. Alla fine non si sta comprando una casa, ma una T-Shirt…