Articolo-Business

Essere nel business…

 

Questo signore si chiama Trent Dyrsmid, un imprenditore,
ma per la verità non ci interessa più di tanto sapere chi sia,
di che business si occupi, ecc. Questa è semplicemente una
riflessione su ciò che il video comunica. Ci sono diversi video sul
successo nel business in rete, davvero molti, forse troppi.
Questo è stato scelto per la semplicità di quello che vuole
comunicare. Talmente semplice che sarebbero bastati anche
cinque minuti per trasmettere lo stesso contenuto concettuale.

Molto sinteticamente il contenuto è questo :
“Ammettiamo che un tizio entri nel business vendendo ‘punti verdi’.
Il business non rende e molti nella sua situazione ‘mollano’.
Ma il tizio non molla, e scopre che si può fare business anche con i
‘punti rossi': Un prodotto a lui sconosciuto. Le cose vanno meglio, e
mano a mano che entra nel mercato scopre altri prodotti, come i
‘quadrati verdi’, i ‘triangoli rossi’, ecc. La morale è : Il miglior modo
per fare successo nel business, è ‘essere’ nel business !

I lati positivi dei video di questo tipo è che sono dei forti “motivatori”
per le persone che hanno in un certo senso bisogno di una “spinta”
di incoraggiamento per uno start-up in qualsiasi settore.
I lati negativi ( che esistono sempre) sono che rischiano di illudere
la gente che “basta partire”. Viene in mente un tizio che deve
lanciarsi da un aereo. Il suo amico gli dice “cosa aspetti ? Buttati”
E questo gli fa : “Aspetta almeno che mi metta il paracadute !”

Il cuore del messaggio è molto positivo perché afferma che finché
la gente resta ferma, pensa ad un possibile business ma non parte,
non si farà una idea delle reali possibilità /problematiche offerte.
Ma occorre anche “mettersi il paracadute”. Come altri video del
genere insegnano, occorre una sorta di pianificazione a partire dal
business plan sino alla quantificazione delle spese di start up ecc.
Dunque “Just Start” va bene, ma  con i piedi per terra.
Va detto che purtroppo a volte le cose non funzionano
semplicemente per fattori congiunturali che vanno
completamente al di fuori delle proprie possibilità di influenza.

Un punto che deve essere messo in chiaro è anche che la maggior
parte di questi video sono fatti da persone che hanno sviluppato
il loro business in America. Alcuni contenuti sono indipendenti dal
“dove” il business viene iniziato, ma ci sono invece dei fattori  molto
importanti nei quali il “dove” si inizia il business può fare una
differenza abissale, e non ci si riferisce solo a fattori di “mercato”.

Un paese che incentiva lo start-up delle imprese, che ne agevola
l’apertura, che facilita le procedure burocratiche e i tempi di inizio
attività fa sicuramente la differenza rispetto ad un paese dove per
l’avvio occorrono molti soldi e pratiche burocratiche.

Nel video si dice che al giorno d’oggi ci sono moltissime
possibilità, e con la rete è possibile fare business a prezzi veramente
modici mettendosi in collegamento con tutto il  mondo.
Questo è vero, e da questo punto di vista internet offre delle
possibilità davvero incredibili. Ma questo non toglie che l’Italia
non si può certo definire un paese “ospitale” per le nuove imprese.
Qui iniziano le “dolenti note”, e come si vede si fa presto a passare
dall’argomento del business a quello della politica.
Non è questo comunque lo scopo di queste riflessioni, anche perché
si potrebbero scrivere pagine e pagine su come la politica influenza
l’economia di un paese e di come possono essere migliorate le
condizioni che permettono alle nuove aziende di “mettere radici”.

Un dato di fatto però rimane: In Italia per “partire” in maniera
“legale” occorre aprire una partita iva. In Italia aprire e mantenere
aperta una partita iva difficilmente costa meno di 5000 euro annui.
Per ultimo, in Italia le leggi sono talmente contorte che lo stato
chiede all’imprenditore di “pagare” anche se l’impresa non fa utile
( Nell’anno di start-up di solito anche “andare in pari” è buono).

A cosa ha portato tutto questo sistema legislativo ?
Ad una situazione dove la maggior parte dei piccoli imprenditori
partono in “nero”. Poi quando (e se) le cose iniziano ad andare bene
allora l’azienda viene messa in “regola”.
Qui ci si riferisce alla partenza di piccole imprese con budget limitato.
Non si cita poi il caso di aziende che delocalizzano nei paradisi fiscali.
Per concludere il consiglio del video va colto senza indugio,
ma assicurandosi di avere messo il “paracadute”. E quando si parla
di paracadute, non ci si riferisce solo a quando le cose vanno male.
Il paracadute va messo anche quando le cose vanno bene:
Avere “successo” e non essere preparati a gestirlo può essere ben
più disastroso di non avere successo. Ma questa è un’altra storia…

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